Traduzione di Paragrafo 30, Libro 5 (Divus Claudius) di Svetonio

Versione originale in latino


Auctoritas dignitasque formae non defuit ei, verum stanti vel sedenti ac praecipue quiescenti, nam et prolixo nec exili corpore erat et specie canitieque pulchra, opimis cervicibus; ceterum et ingredientem destituebant poplites minus firmi, et remisse quid vel serio agentem multa dehonestabant: risus indecens, ira turpior spumante rictu, umentibus naribus, praeterea linguae titubantia caputque cum semper tum in quantulocumque actu vel maxime tremulum.

Traduzione all'italiano


La sua persona non mancò né di prestanza, né di nobiltà, sia quando stava seduto, sia in piedi, ma soprattutto in posizione di riposo, perché aveva la figura slanciata, ma non gracile, un bell'aspetto, bei capelli bianchi, il collo pieno; ma quando camminava, la debolezza delle sue gambe lo faceva esitare; se parlava, sia scherzando, sia seriamente, aveva molti tratti ridicoli: una risata sgradevole, una collera ancora più odiosa che faceva sbavare la bocca ben aperta e inumidiva le narici, inoltre una balbuzie e un ondeggiamento della testa che, se era sempre continuo, si intensificava ad ogni atto, per quanto piccolo fosse.