Traduzione di Paragrafo 3, Libro 5 (Divus Claudius) di Svetonio

Versione originale in latino


Disciplinis tamen liberalibus ab aetate prima non mediocrem operam dedit ac saepe experimenta cuiusque etiam publicavit. Verum ne sic quidem quicquam dignitatis assequi aut spem de se commodiorem in posterum facere potuit. Mater Antonia portentum eum hominis dictitabat, nec absolutum a natura, sed tantum incohatum; ac si quem socordiae argueret, stultiorem aiebat filio suo Claudio. Avia Augusta pro despectissimo semper habuit, non affari nisi rarissime, non monere nisi acerbo et brevi scripto aut per internuntios solita. Soror Livilla cum audisset quandoque imperaturum, tam iniquam et tam indignam sortem p. R. Palam et clare detestata est. Nam avunculus maior Augustus quid de eo in utramque partem opinatus sit, quo certius cognoscatur, capita ex ipsius epistulis posui.

Traduzione all'italiano


Ciò nonostante, fin dalla più giovane età, si applicò seriamente agli studi liberali e spesso fece anche conoscere al pubblico i suoi saggi sia in greco sia in latino. Ma con tutto questo non si conquistò nessuna considerazione e neppure fece sperare qualcosa di meglio per il futuro. Sua madre Antonia lo chiamava abitualmente "una caricatura di uomo, un oggetto che la natura aveva solo cominciato, ma non portato a termine", e quando tacciava qualcuno di stupidità, diceva che "era più sciocco di suo figlio Claudio". Sua nonna Augusta ebbe sempre per lui il più profondo disprezzo: non ne parlava che raramente e gli dava i suoi pareri soltanto per mezzo di biglietti duri e concisi o per intermediari. Sua sorella Livilla, quando seppe che un giorno sarebbe diventato imperatore, deprecò apertamente e ad alta voce che una disgrazia simile e una tale vergogna fossero riservate al popolo romano. Quanto al prozio Augusto, per far meglio capire ciò che pensava di lui, in bene e in male, riporto qualche passo delle sue lettere.