Traduzione di Paragrafo 22, Libro 5 (Divus Claudius) di Svetonio

Versione originale in latino


Quaedam circa caerimonias civilemque et militarem morem, item circa omnium ordinum statum domi forisque aut correxit aut exoleta revocavit aut etiam nova instituit. In cooptandis per collegia sacerdotibus neminem nisi iuratus nominavit; observavitque sedulo, ut quotiens terra in urbe movisset, ferias advocata contione praetor indiceret, utque dira ave in Capitolio visa obsecratio haberetur, eamque ipse iure maximi pontificis pro rostris populo praeiret summotaque operariorum servorumque turba.

Traduzione all'italiano


Per ciò che concerne le cerimonie religiose, le usanze civili e militari, come pure le attribuzioni di tutti gli ordini dello Stato, in Roma e fuori, procedette ad alcune riforme, rimise in vigore regolamenti caduti in disuso o ne stabilì di nuovi. Per l'elezione dei sacerdoti nei vari collegi, non designò nessuno senza aver prima prestato giuramento. Quando si verificò un terremoto a Roma, si affrettò a far annunciare dal pretore all'assemblea del popolo, la celebrazione di feste e, quando un uccello di cattivo augurio fu visto sul Campidoglio, non mancò di far recitare preghiere propiziatorie, delle quali lui stesso, come sommo pontefice, dettava la formula al popolo, dall'alto dei rostri, dopo aver fatto allontanare la folla dei manovali e degli schiavi.