Traduzione di Paragrafo 17, Libro 5 (Divus Claudius) di Svetonio

Versione originale in latino


Expeditionem unam omnino suscepit eamque modicam. Cum decretis sibi a senatu ornamentis triumphalibus leviorem maiestati principali titulum arbitraretur velletque iusti triumphi decus, unde adquireret Britanniam potissimum elegit, neque temptatam ulli post Divum Iulium et tunc tumultuantem ob non redditos transfugas. Huc cum ab Ostia navigaret, vehementi circio bis paene demersus est, prope Liguriam iuxtaque Stoechadas insulas. Quare a Massilia Gesoriacum usque pedestri itinere confecto inde transmisit ac sine ullo proelio aut sanguine intra paucissimos dies parte insulae in deditionem recepta, sexto quam profectus erat mense Romam rediit triumphavitque maximo apparatu. Ad cuius spectaculum commeare in urbem non solum praesidibus provinciarum permisit, verum etiam exulibus quibusdam; atque inter hostilia spolia navalem coronam fastigio Palatinae domus iuxta civicam fixit, traiecti et quasi domiti Oceani insigne. Currum eius Messalina uxor carpento secuta est; secuti et triumphalia ornamenta eodem bello adepti, sed ceteri pedibus et in praetexta, M. Crassus Frugi equo phalerato et in veste palmata, quod eum honorem iteraverat.

Traduzione all'italiano


Intraprese soltanto una spedizione e per altro non molto importante. Poiché il Senato gli aveva decretato le insegne del trionfo, egli fece sapere che un semplice titolo non era sufficiente per la maestà imperiale e, volendo la gloria di un autentico trionfo, per meritarselo concentrò le sue preferenze sulla Britannia, che nessuno aveva più attaccato dopo il divino Giulio e che allora si trovava in agitazione, tanto che non erano stati restituiti gli ostaggi. Partito da Ostia, nel corso della traversata, sotto la violenza del vento di tramontana, corse due volte il rischio di essere inghiottito dai flutti, prima in vicinanza delle coste liguri, poi in vista delle isole Stecadi. Allora procedette per via di terra da Marsiglia fino a Gesoriaco, per poi passare in Britannia. Qui ricevette nel giro di qualche giorno soltanto, senza combattere e senza spargere sangue, la sottomissione di una parte dell'isola. Così, sei mesi dopo la sua partenza ritornò a Roma e celebrò un trionfo veramente magnifico. In occasione di questo spettacolo egli concesse di venire a Roma non solo ai governatori delle province, ma anche ad alcuni esiliati; e tra le spoglie del nemico fece attaccare al fastigio della casa sul Palatino una corona navale, a fianco di quella civica, come simbolo della sua traversata e, in un certo senso, della sua vittoria sull'Oceano. Sua moglie Messalina seguì in carrozza il suo carro di trionfo che era scortato anche da coloro che in quella stessa guerra avevano ottenuto le insegne trionfali, tutti a piedi e vestiti di pretesta, ad eccezione di M. Crasso Frugi che montava un cavallo riccamente addobbato e indossava una veste bordata di palme, perché aveva ricevuto questo onore per la seconda volta.