Traduzione di Paragrafo 60, Libro 4 (Caligula) di Svetonio

Versione originale in latino


Condicionem temporum illorum etiam per haec aestimare quivis possit. Nam neque caede vulgata statim creditum est, fuitque suspicio ab ipso Gaio famam caedis simulatam et emissam, ut eo pacto hominum erga se mentes deprehenderet; neque coniurati cuiquam imperium destinaverunt; et senatus in asserenda libertate adeo consensit, ut consules primo non in curiam, quia Iulia vocabatur, sed in Capitolium convocarent, quidam vero sententiae loco abolendam Caesarum memoriam ac diruenda templa censuerint. Observatum autem notatumque est in primis Caesares omnes, quibus Gai praenomen fuerit, ferro perisse, iam inde ab eo, qui Cinnanis temporibus sit occisus.

Traduzione all'italiano


Chiunque, sulla base di quanto segue, può farsi un'idea delle condizioni di quei tempi. Quando si diffuse la notizia della sua morte, all'inizio non vi si volle credere e si sospettò che lo stesso Gaio avesse messo in giro questa falsa voce, allo scopo di scoprire, con questo espediente, quali fossero i sentimenti di tutti nei suoi confronti. D'altra parte i congiurati non assegnarono l'Impero a nessuno. Per di più il Senato fu così deciso a ristabilire la libertà che come primo atto, convocarono i consoli non della curia, perché essa portava il nome di Giulio, ma in Campidoglio; e alcuni di loro, con un giro di parole, proposero di far sparire il ricordo dei Cesari e di distruggere i loro templi. Per altro si osservò e si notò in modo particolare che tutti i Cesari con il prenome di Gaio morirono assassinati, a cominciare da quello che fu ucciso all'epoca di Cinna.