Traduzione di Paragrafo 57, Libro 4 (Caligula) di Svetonio

Versione originale in latino


Futurae caedis multa prodigia extiterunt. Olympiae simulacrum Iovis, quod dissolvi transferrique Romam placuerat, tantum cachinnum repente edidit, ut machinis labefactis opifices diffugerint; supervenitque ilico quidam Cassius nomine, iussum se somnio affirmans immolare taurum Iovi. Capitolium Capuae Id. Mart. De caelo tactum est, item Romae cella Palatini atriensis. Nec defuerunt qui coniectarent altero ostento periculum a custodibus domino portendi, altero caedem rursus insignem, qualis eodem die facta quondam fuisset. Consulenti quoque de genitura sua Sulla mathematicus certissimam necem appropinquare affirmavit. Monuerunt et Fortunae Antiatinae, ut a Cassio caveret; qua causa ille Cassium Longinum Asiae tum proconsulem occidendum delegaverat, inmemor Chaeream Cassium nominari. Pridie quam periret, somniavit consistere se in caelo iuxta solium Iovis impulsumque ab eo dextri pedis pollice et in terras praecipitatum. Prodigiorum loco habita sunt etiam, quae forte illo ipso die paulo prius acciderant. Sacrificans respersus est phoenicopteri sanguine; et pantomimus Mnester tragoediam saltavit, quam olim Neoptolemus tragoedus ludis, quibus rex Macedonum Philippus occisus est, egerat; et cum in Laureolo mimo, in quo a[u]ctor proripiens se ruina sanguinem vomit, plures secundarum certatim experimentum artis darent, cruore scaena abundavit. Parabatur et in noctem spectaculum, quo argumenta inferorum per Aegyptios et Aethiopas explicarentur.

Traduzione all'italiano


La morte imminente di Caligola fu annunciata da molti prodigi. Ad Olimpia la statua di Giove, che Caligola aveva dato ordine di smontare e portare a Roma, mandò tutto ad un tratto uno scoppio di riso così violento che tutte le impalcature crollarono e gli operai si diedero alla fuga. Subito dopo sopraggiunse un certo Cassio, che sosteneva di aver ricevuto in sogno l'ordine di immolare un toro. Il Campidoglio di Capua fu colpito da un fulmine il giorno delle idi di marzo, e la stessa cosa avvenne a Roma per il santuario di Apollo Palatino, guardiano dell'atrio. Non mancarono naturalmente quelli che congetturarono che uno dei prodigi annunciava all'imperatore un danno proveniente dalle sue guardie, mentre l'altro un assassinio famoso, come quello che era stato commesso un tempo alla stessa data. Inoltre l'astrologo Silla, che Caligola consultava su un suo oroscopo, gli disse categoricamente che era prossimo alla morte. Dal canto loro le Fortune di Anzio lo avvertirono di guardarsi da Cassio; per questo fece uccidere Cassio Longino, allora proconsole in Asia, non ricordandosi più che anche Cherea si chiamava Cassio. Il giorno prima della morte sognò di trovarsi in cielo presso il trono di Giove e che quello, spingendolo con l'alluce del suo piede destro, lo aveva precipitato sulla terra. Ai prodigi si aggiunsero anche incidenti fortuiti, che si verificarono il giorno stesso della morte poco prima dell'assassinio. Nel corso di un sacrificio Caligola fu investito dal sangue di un fenicottero. Il pantomimo Mnestero recitò la stessa tragedia già rappresentata da Neottolemo ai giochi in cui fu assassinato il re Filippo di Macedonia. Durante la rappresentazione di un mimo intitolato "Laureolo", in cui un attore lanciandosi da un edificio che crolla a terra, vomita sangue, molti attori di minore importanza si prodigarono a dare una prova del loro talento e la scena si riempì di sangue. Si stava allestendo uno spettacolo anche per la notte, durante il quale le scene ispirate agli inferi dovevano essere recitate da Egiziani ed Etiopi.