Traduzione di Paragrafo 36, Libro 4 (Caligula) di Svetonio

Versione originale in latino


Pudicitiae [neque suae] neque alienae pepercit. M. Lepidum, Mnesterem pantomimum, quosdam obsides dilexisse fertur commercio mutui stupri. Valerius Catullus, consulari familia iuvenis, stupratum a se ac latera sibi contubernio eius defessa etiam vociferatus est. Super sororum incesta et notissimum prostitutae Pyrallidis amorem non temere ulla inlustriore femina abstinuit. Quas plerumque cum maritis ad cenam vocatas praeterque pedes suos transeuntis diligenter ac lente mercantium more considerabat, etiam faciem manu adlevans, si quae pudore submitterent; quotiens deinde libuisset egressus triclinio, cum maxime placitam sevocasset, paulo post recentibus adhuc lasciviae notis reversus vel laudabat palam vel vituperabat, singula enumerans bona malave corporis atque concubitus. Quibusdam absentium maritorum nomine repudium ipse misit iussitque in acta ita referri.

Traduzione all'italiano


Non ebbe riguardi né per il suo pudore, né per quello degli altri. Si dice che M. Lepido, Mnestero il pantomimo e alcuni ostaggi furono oggetto della sua passione e che tenne con loro ignobili rapporti. Valerio Catullo, giovane di una famiglia di ex consoli, arrivò perfino a gridare che Caligola lo aveva violentato e che aveva i fianchi sfiniti per i suoi rapporti con l'imperatore. Oltre alle relazioni incestuose con le sorelle e alla ben nota passione per la prostituta Pirallide, non rispettò nessuna donna, fra quelle di illustre condizione. Generalmente le invitava a cena con i loro mariti, poi, quando passavano davanti a lui, le esaminava attentamente, con calma, alla maniera dei mercanti di schiavi, sollevando loro la testa con le mani, se per vergogna la tenevano abbassata; poi usciva dalla sala da pranzo tutte le volte che ne aveva voglia, conducendo con sé la donna che aveva le sue preferenze e quando poco dopo vi ritornava, con i segni evidenti della voglia appena soddisfatta, lodava o criticava apertamente, punto per punto, ciò che aveva trovato sgradevole o difettoso nel corpo di ciascuna e nei suoi rapporti con lei. Ad alcune notificò lui stesso il divorzio a nome del marito assente, e ordinò che il documento fosse trascritto negli atti ufficiali.