Traduzione di Paragrafo 31, Libro 4 (Caligula) di Svetonio

Versione originale in latino


Queri etiam palam de condicione temporum suorum solebat, quod nullis calamitatibus publicis insignirentur; Augusti principatum clade Variana, Tiberi ruina spectaculorum apud Fidenas memorabilem factum, suo oblivionem imminere prosperitate rerum; atque identidem exercituum caedes, famem, pestilentiam, incendia, hiatum aliquem terrae optabat.

Traduzione all'italiano


Di norma si lamentava anche apertamente della sventura della sua epoca, perché non era caratterizzata da nessuna disgrazia pubblica, mentre il principato di Augusto era stato reso famoso dal disastro di Varo e quello di Tiberio dal crollo dell'anfiteatro di Fidene. Il suo invece sarebbe stato condannato all'oblio a causa della sua prosperità. Così si augurava ogni momento un massacro delle sue armate, una carestia, una pestilenza, qualche incendio, un cataclisma qualsiasi.