Traduzione di Paragrafo 29, Libro 4 (Caligula) di Svetonio

Versione originale in latino


Immanissima facta augebat atrocitate verborum. Nihil magis in natura sua laudare se ac probare dicebat quam, ut ipsius verbo utar, [i]adiatrepsian[/i], hoc est inverecundiam. Monenti Antoniae aviae tamquam parum esset non oboedire: "memento," ait, "omnia mihi et [in] omnis licere." Trucidaturus fratrem, quem metu venenorum praemuniri medicamentis suspicabatur: "antidotum," inquit, "adversus Caesarem?" Relegatis sororibus non solum insulas habere se, sed etiam gladios minabatur. Praetorium virum ex secessu Anticyrae, quam valitudinis causa petierat, propagari sibi commeatum saepius desiderantem cum mandasset interimi, adiecit necessariam esse sanguinis missionem, cui tam diu non prodesset elleborum. Decimo quoque die numerum puniendorum ex custodia subscribens rationem se purgare dicebat. Gallis Graecisque aliquot uno tempore condemnatis gloriabatur Gallograeciam se subegisse.

Traduzione all'italiano


Ma rendeva più gravi i delitti più mostruosi con l'atrocità delle parole. Ciò che ammirava e apprezzava di più nel suo carattere, diceva, era, tanto per usare proprio la sua espressione, l'inverecondia. Quando sua nonna Antonia gli inviò una rimostranza, le rispose, come se fosse poco non obbedirgli: "Ricordati che a me è lecito tutto e nei confronti di tutti." Sul punto di far sgozzare suo cugino, sospettava che, per timore di essere avvelenato, questi si premunisse con antidoti e allora disse: "Come? Un antidoto contro Cesare?" Alle sorelle esiliate diceva, con tono dì minaccia che "egli non solo aveva isole ma anche spade". Poiché un anziano pretore dal suo ritiro di Anticira ove si era rifugiato per motivi di salute, gli chiedeva di prolungargli più spesso il congedo, mandò l'ordine di ucciderlo e aggiunse che quel pretore aveva bisogno di un salasso dal momento che, dopo tanto tempo non era stato guarito dall'elleboro. Ogni nove giorni firmava la lista dei prigionieri da giustiziare e diceva che liquidava i suoi conti. Poiché in una volta sola aveva condannato numerosi galli e greci, si vantava di "aver sottomesso la Gallo-Grecia".