Traduzione di Paragrafo 11, Libro 4 (Caligula) di Svetonio

Versione originale in latino


Naturam tamen saevam atque probrosam ne tunc quidem inhibere poterat, quin et animadversionibus poenisque ad supplicium datorum cupidissime interesset et ganeas atque adulteria capillamento celatus et veste longa noctibus obiret ac scaenicas saltandi canendique artes studiosissime appeteret, facile id sane Tiberio patiente, si per has mansuefieri posset ferum eius ingenium. Quod sagacissimus senex ita prorsus perspexerat, ut aliquotiens praedicaret exitio suo omniumque Gaium vivere et se natricem [serpentis id genus] p(opulo) R(omano), Phaethontem orbi terrarum educare.

Traduzione all'italiano


Tuttavia neanche a quel tempo potè frenare la sua natura crudele e viziosa: assisteva con il più vivo piacere alle esecuzioni e ai supplizi dei condannati, passava le notti tra taverne e adulteri, mascherato con una parrucca e un lungo mantello e si appassionava per le arti della scena, per la danza e per il canto; Tiberio tollerava ben volentieri questa sua condotta, sperando che questi divertimenti umanizzassero un poco il suo carattere feroce, perché il vecchio perspicace lo aveva talmente penetrato che parecchie volte disse chiaramente che Gaio viveva per la sua rovina e per quella di tutti e che allevava una vipera per il popolo romano, un Fetonte per l'universo.