Traduzione di Paragrafo 9, Libro 3 (Tiberius) di Svetonio

Versione originale in latino


Stipendia prima expeditione Cantabrica tribunus militum fecit, dein ducto ad Orientem exercitu regnum Armeniae Tigrani restituit ac pro tribunali diadema imposuit. Recepit et signa, quae M. Crasso ademerant Parthi. Post hoc Comatam Galliam anno fere rexit et barbarorum incursionibus et principum discordia inquietam. Exin Raeticum Vindelicumque bellum, inde Pannonicum, inde Germanicum gessit. Raetico atque Vindelico gentis Alpinas, Pannonico Breucos et Dalmatas subegit, Germanico quadraginta milia dediticiorum traiecit in Galliam iuxtaque ripam Rheni sedibus adsignatis conlocavit. Quas ob res et ovans et curru urbem ingressus est, prius, ut quidam putant, triumphalibus ornamentis honoratus, novo nec antea cuiquam tributo genere honoris. Magistratus et maturius incohavit et paene iunctim percucurrit, quaesturam praeturam consulatum; interpositoque tempore consul iterum etiam tribuniciam potestatem in quinquennium accepit.

Traduzione all'italiano


Fece il suo primo servizio militare nella spedizione contro i Cantabri, in qualità di tribuno dei soldati, quindi, condotto un esercito in Oriente, restituì a Tigrane il trono dell'Armenia e davanti al suo tribunale gli impose un diadema sulla testa. Riprese anche le insegne che i Parti avevano tolto a M. Crasso. Dopo di ciò governò, quasi per un anno, la Gallia Comata che era continuamente in subbuglio ora per le incursioni dei barbari, ora per la discordia dei capi. Subito dopo intraprese la guerra di Rezia e di Vindelico, poi quella di Pannonia, quindi quella di Germania. Durante le prime due sottomise alcune popolazioni alpine, nella terza i Breuci e i Dalmati, nell'ultima trasportò in Gallia quarantamila uomini che si erano arresi e li sistemò presso la sponda del Reno, dopo aver assegnato loro una sede. In premio per questi successi, rientrò in Roma con l'onore dell'ovazione e su un carro, non prima però, secondo quanto ritengono alcuni, di aver ricevuto le insegne del trionfo, procedura onorifica non concessa a nessuno prima di lui. Non solo esercitò le magistrature prima dell'età legale, ma ne percorse il ciclo, questura, pretura e consolato, quasi senza interruzione; poi, lasciato passare un intervallo di tempo, quando fu eletto console per la seconda volta, ricevette i poteri di tribuno per cinque anni.