Traduzione di Paragrafo 74, Libro 3 (Tiberius) di Svetonio

Versione originale in latino


Supremo natali suo Apollinem Temenitem et amplitudinis et artis eximiae, advectum Syracusis ut in bibliotheca templi novi poneretur, viderat per quietem affirmantem sibi non posse se ab ipso dedicari. Et ante paucos quam obiret dies, turris Phari terrae motu Capreis concidit. Ac Miseni cinis e favilla et carbonibus ad calficiendum triclinium inlatis, extinctus iam et diu frigidus, exarsit repente prima vespera atque in multam noctem pertinaciter luxit.

Traduzione all'italiano


In occasione del suo ultimo compleanno un Apollo Temenite, di una grandezza e di una bellezza rare, che egli aveva fatto venire da Siracusa per collocarlo nella biblioteca di un nuovo tempio, gli apparve in sogno e gli disse che non poteva essere consacrato da lui in quel luogo. Pochi giorni prima della sua morte la torre del faro di Capri fu rovesciata da un terremoto. A Miseno la cenere formata dalla fiamma e dalle braci che erano state approntate per riscaldare la sala da pranzo, già da tempo si era spenta e raffreddata, quando improvvisamente riprese fuoco verso il tramonto e continuò a brillare fino a tarda notte.