Traduzione di Paragrafo 56, Libro 3 (Tiberius) di Svetonio

Versione originale in latino


Nihilo lenior in convictores Graeculos, quibus vel maxime adquiescebat, Xenonem quendam exquisitius sermocinantem cum interrogasset, quaenam illa tam molesta dialectos esset, et ille respondisset Doridem, relegavit Cinariam, existimans exprobratum sibi veterem secessum, quod Dorice Rhodii loquantur. Item cum soleret ex lectione cotidiana quaestiones super cenam proponere comperissetque Seleucum grammaticum a ministris suis perquirere, quos quoque tempore tractaret auctores, atque ita praeparatum venire, primum a contubernio removit, deinde etiam ad mortem compulit.

Traduzione all'italiano


Ma non fu certo più tenero nei confronti dei suoi commensali greci, la cui compagnia gli era molto gradita. Una volta aveva sentito un certo Xenone parlare con una certa ricercatezza e allora gli chiese quale fosse quel dialetto così sgradevole. Avendo quello risposto che si trattava del dorico, lo fece relegare nell'isola di Cinaria, perché credeva che volesse rinfacciargli il suo antico esilio a Rodi, dove appunto si parla il dialetto dorico. Allo stesso modo, quando venne a sapere che il grammatico Seleuco, abituato a vederlo proporre argomenti di conversazione durante la cena, suggeriti dalle sue letture quotidiane, si era informato presso i suoi servi sugli autori che aveva tra le mani ogni giorno, in un primo tempo lo allontanò dal suo seguito, poi lo costrinse a darsi la morte.