Traduzione di Paragrafo 40, Libro 3 (Tiberius) di Svetonio

Versione originale in latino


Peragrata Campania, cum Capuae Capitolium, Nolae templum Augusti, quam causam profectionis praetenderat, dedicasset, Capreas se contulit, praecipue delectatus insula, quod uno parvoque litore adiretur, saepta undique praeruptis immensae altitudinis rupibus et profundo mari. Statimque revocante assidua obtestatione populo propter cladem, qua apud Fidenas supra viginti hominum milia gladiatorio munere amphitheatri ruina perierant, transiit in continentem potestatemque omnibus adeundi sui fecit: tanto magis, quod urbe egrediens ne quis se interpellaret edixerat ac toto itinere adeuntis submoverat.

Traduzione all'italiano


Percorsa la Campania, dedicato un tempio di Giove a Capua e un tempio di Augusto a Nola, operazioni che gli avevano fornito il pretesto per la partenza, si ritirò a Capri, portando le sue preferenze su quest'isola, perché vi si giungeva da un solo lato, su una spiaggia ristretta, in quanto era circondata da rocce a picco, di grande altezza, e da un mare profondo. Richiamato ben presto dalle reiterate insistenze del popolo a causa della catastrofe avvenuta a Fidene, dove ventimila uomini erano morti sotto le rovine di un anfiteatro, durante uno spettacolo gladiatorio, si riportò sul continente e permise a tutti di avvicinarlo; era già molto, perché, partendo da Roma, aveva vietato a tutti, con un editto, di importunarlo e per tutto il viaggio aveva fatto allontanare la gente che si avvicinava.