Traduzione di Paragrafo 33, Libro 3 (Tiberius) di Svetonio

Versione originale in latino


Paulatim principem exeruit praestititque etsi varium diu, commodiorem tamen saepius et ad utilitates publicas proniorem. Ac primo eatenus interveniebat, ne quid perperam fieret. Itaque et constitutiones senatus quasdam rescidit et magistratibus pro tribunali cognoscentibus plerumque se offerebat consiliarium assidebatque iuxtim vel exadversum in parte primori; et si quem reorum elabi gratia rumor esset, subitus aderat iudicesque aut e plano aut e quaesitoris tribunali legum et religionis et noxae, de qua cognoscerent, admonebat; atque etiam, si qua in publicis moribus desidia aut mala consuetudine labarent, corrigenda suscepit.

Traduzione all'italiano


A poco a poco il padrone finì con il manifestarsi e a lungo si mostrò senza dubbio capriccioso, ma sempre indulgente e sollecito per gli interessi dello Stato. Da principio non interveniva se non per prevenire gli abusi. Così annullò alcuni decreti del Senato e, sempre più spesso si offriva come consigliere ai magistrati che giudicavano in tribunale, sedendosi accanto o in faccia a loro, in prima fila; se correva voce che un accusato poteva sfuggire alla giustizia mediante un favore, appariva improvvisamente e, sia in forma extragiudiziaria, sia dal palco dell'istruttore processuale ricordava ai giudici le leggi, il carattere sacro delle loro funzioni e il delitto su cui dovevano esprimersi. Inoltre, dovunque i costumi pubblici si rilassassero o per negligenza o per cattiva abitudine, si propose di raddrizzarli.