Traduzione di Paragrafo 22, Libro 3 (Tiberius) di Svetonio

Versione originale in latino


Excessum Augusti non prius palam fecit, quam Agrippa iuvene interempto. Hunc tribunus militum custos appositus occidit lectis codicillis, quibus ut id faceret iubebatur; quos codicillos dubium fuit, Augustusne moriens reliquisset, quo materiam tumultus post se subduceret; an nomine Augusti Livia et ea conscio Tiberio an ignaro, dictasset. Tiberius renuntianti tribuno, factum esse quod imperasset, neque imperasse se et redditurum eum senatui rationem respondit, invidiam scilicet in praesentia vitans. Nam mox silentio rem obliteravit.

Traduzione all'italiano


Tiberio non divulgò la notizia della morte di Augusto prima dell'uccisione del giovane Agrippa. Lo soppresse un tribuno militare addetto alla sua custodia, quando ebbe letto gli scritti con i quali gli si ordinava di procedere. Non si sa se questi scritti li abbia lasciati Augusto, prima di morire, per sopprimere ciò che poteva provocare turbamenti dopo di lui, oppure se li abbia dettati Livia, in nome di Augusto, con la complicità o meno di Tiberio. Quando il tribuno venne a dirgli che era stato fatto ciò che aveva ordinato, Tiberio rispose che non aveva ordinato niente e che avrebbe dovuto rendere conto davanti al Senato. Così, naturalmente, evitava, per il momento, di attirarsi l'odio pubblico: poi la questione passò sotto silenzio, e fu dimenticata.