Traduzione di Paragrafo 20, Libro 3 (Tiberius) di Svetonio

Versione originale in latino


A Germania in urbem post biennium regressus triumphum, quem distulerat, egit prosequentibus etiam legatis, quibus triumphalia ornamenta impetrarat. Ac prius quam in Capitolium flecteret, descendit e curru seque praesidenti patri ad genua summisit. Batonem Pannonium ducem ingentibus donatum praemiis Ravennam transtulit, gratiam referens, quod se quondam cum exercitu iniquitate loci circumclusum passus es[se]t evadere. Prandium dehinc populo mille mensis et congiarium trecenos nummos viritim dedit. Dedicavit et Concordiae aedem, item Pollucis et Castoris suo fratrisque nomine de manubiis.

Traduzione all'italiano


Trascorsi due anni in Germania, ritorno a Roma e celebrò quel trionfo che aveva rimandato, facendosi anche accompagnare dai suoi luogotenenti per i quali aveva ottenuto le insegne del trionfo. Prima di dirigersi verso il Campidoglio, discese dal suo carro e si inginocchiò davanti a suo padre, che presiedeva la cerimonia. Concessi splendidi doni al comandante pannonico Batone, lo sistemò a Ravenna a titolo di riconoscenza per avergli un giorno permesso di fuggire da un luogo pericoloso nel quale si era trovato chiuso con l'esercito. Offrì poi al popolo un banchetto di mille tavoli e distribuì danaro in ragione di trecento sesterzi a testa. Inoltre, con il bottino di guerra, dedicò un tempio alla Concordia e un altro a Castore e Polluce, a nome suo e di suo fratello.