Traduzione di Paragrafo 17, Libro 3 (Tiberius) di Svetonio

Versione originale in latino


Cui gloriae amplior adhuc ex oportunitate cumulus accessit. Nam sub id fere tempus Quintilius Varus cum tribus legionibus in Germania periit, nemine dubitante quin victores Germani iuncturi se Pannoniis fuerint, nisi debellatum prius Illyricum esset. Quas ob res triumphus ei decretus est multi[que] et magni honores. Censuerunt etiam quidam ut Pannonicus, alii ut Invictus, nonnulli ut Pius cognominaretur. Sed de cognomine intercessit Augustus, eo contentum repromittens, quod se defuncto suscepturus esset. Triumphum ipse distulit maesta civitate clade Variana; nihilo minus urbem praetextatus et laurea coronatus intravit positumque in Saeptis tribunal senatu astante conscendit ac medius inter duos consules cum Augusto simul sedit; unde populo consalutato circum templa deductus est.

Traduzione all'italiano


Ma proprio l'opportunità di quel successo accrebbe la sua gloria. Era stato infatti verso quel periodo che Varo era morto in Germania con tre legioni e nessuno aveva dubbi che i Germani vincitori si sarebbero uniti ai Pannonii se non fosse stato sbaragliato l'Illirico. Per tutte queste ragioni, gli si decretò il trionfo e numerosi splendidi onori. Alcuni proposero perfino di soprannominarlo "il Pannonico", altri "l'Invincibile", altri ancora "il Pio", ma vi si oppose Augusto, promettendo che avrebbe assunto il suo soprannome, quando lui sarebbe morto. Tiberio stesso differì il trionfo, perché l'anniversario del disastro di Varo vedeva la città in lutto. Ciò nonostante entrò a Roma indossando la pretesta e coronato di lauro, salì sul palco eretto nel recinto delle elezioni e, mentre il corpo senatoriale restava in piedi, prese posto a sedere in mezzo ai due consoli, insieme con Augusto; di là, dopo aver salutato il popolo, si mosse per la visita ai templi.