Traduzione di Paragrafo 13, Libro 3 (Tiberius) di Svetonio

Versione originale in latino


Equi quoque et armorum solitas exercitationes omisit redegitque se deposito patrio habitu ad pallium et crepidas atque in tali statu biennio fere permansit, contemptior in dies et invisior, adeo ut imagines eius et statuas Nemausenses subverterint ac familiari quondam convivio mentione eius orta extiterit qui Gaio polliceretur, confestim se, si iuberet, Rhodum navigaturum caputque exulis - sic enim appellabatur - relaturum. Quo praecipue non iam metu sed discrimine coactus est, tam suis quam matris inpensissimis precibus reditum expostulare, impetravitque adiutus aliquantum etiam casu. Destinatum Augusto erat, nihil super ea re nisi ex voluntate maioris fili statuere; is forte tunc M. Lollio offensior, facilis exorabilisque in vitricum fuit. Permittente ergo Gaio revocatus est, verum sub condicione ne quam partem curamve rei p. Attingeret.

Traduzione all'italiano


Rinunciò anche alle sue abituali esercitazioni di equitazione e all'addestramento delle armi e, abbandonando il costume romano, si ridusse ad un mantello e ai sandali greci. In tale situazione rimase quasi per due anni, ispirando ogni giorno di più odio e disprezzo, al punto che i Nemausensi abbatterono le sue immagini e le sue statue e un giorno, essendo stato menzionato il suo nome, durante un banchetto intimo, ci fu uno che promise a Gaio di imbarcarsi subito per Rodi, se glielo avesse ordinato, per riportargli la testa dell'esiliato (così ormai lo chiamavano). Questo fatto fu decisivo e si vide costretto, non più per paura, ma per il danno che poteva venirgli, ad invocare il suo richiamo, unendo alle sue più insistenti preghiere, quelle di sua madre, e finalmente l'ottenne, aiutato molto anche dal caso. Augusto aveva deciso di rimettersi, per questa questione, alla volontà del suo figlio maggiore; costui, casualmente, in quel momento si trovava in rotta con M. Lollio e di conseguenza si mostrò indulgente e ben disposto verso il suo patrigno. Con il benestare di Gaio, Tiberio fu richiamato, ma con la condizione che non avrebbe preso nessuna parte, diretta o indiretta, al governo.