Traduzione di Paragrafo 85, Libro 2 (Divus Augustus) di Svetonio

Versione originale in latino


Multa varii generis prosa oratione composuit, ex quibus nonnulla in coetu familiarium velut in auditorio recitavit, sicut "Rescripta Bruto de Catone," quae volumina cum iam senior ex magna parte legisset, fatigatus Tiberio tradidit perlegenda; item "Hortationes ad philosophiam," et aliqua "De vita sua," quam tredecim libris Cantabrico tenus bello nec ultra exposuit. Poetica summatim attigit. Unus liber exstat scriptus ab eo hexametris versibus, cuius et argumentum et titulus est "Sicilia"; exstat alter aeque modicus "Epigrammatum," quae fere tempore balinei meditabatur. Nam tragoediam magno impetu exorsus, non succedenti stilo, abolevit quaerentibusque amicis, quidnam Aiax ageret, respondit, Aiacem suum in spongeam incubuisse.

Traduzione all'italiano


Scrisse molte opere di vario genere; ne lesse alcune nella cerchia dei suoi amici che gli facevano da pubblico. Così lesse le "Risposte a Bruto a proposito di Catone". Fece ascoltare una gran parte di quest'opera quando era già vecchio, ma, affaticato dalla lettura, la fece continuare a Tiberio. Lesse ancora le "Esortazioni alla Filosofia" e alcune memorie "Della sua vita" che espose in tredici libri, arrivando fino alla guerra dei Cantabri, ma senza andar oltre. Coltivò anche la poesia. Rimane un libro in esametri, il cui titolo e argomento è "La Sicilia", e un altro molto piccolo di "epigrammi" che componeva generalmente quando faceva il bagno. Con molto entusiasmo aveva cominciato una tragedia, ma poiché la penna non gli rispondeva, la distrusse e quando gli amici gli chiesero che cosa fosse avvenuto del suo "Aiace" rispose che si era gettato su una spugna.