Traduzione di Paragrafo 80, Libro 2 (Divus Augustus) di Svetonio

Versione originale in latino


Corpore traditur maculoso dispersis per pectus atque alvum genetivis notis in modum et ordinem ac numerum stellarum caelestis ursae, sed et callis quibusdam ex prurigine corporis adsiduoque et vehementi strigilis usu plurifariam concretis ad impetiginis formam. Coxendice et femore et crure sinistro non perinde valebat, ut saepe etiam in claudicaret; sed remedio harenarum atque harundinum confirmabatur. Dextrae quoque manus digitum salutarem tam imbecillum interdum sentiebat, ut torpentem contractumque frigore vix cornei circuli supplemento scripturae admoveret. Questus est et de vesica, cuius dolore calculis demum per urinam eiectis levabatur.

Traduzione all'italiano


Dicono che il suo corpo fosse coperto di macchie, di segni naturali disseminati sul suo petto e sul suo ventre, che riproducevano per il loro numero e per la loro disposizione la figura dell'Orsa, ma anche di callosità, consolidatesi un po' dappertutto in forma di croste provocate dal prurito del corpo e dalla sua abitudine di grattarsi vigorosamente con una spazzola. La sua anca, il suo femore e la sua gamba sinistra erano più deboli e spesso arrivava anche a zoppicare, ma vi rimediava con cinghie e assicelle. Talvolta sentiva così debole anche il dito della mano destra che, intorpidito e contratto per il freddo, a mala pena riusciva a scrivere fasciandolo con un anello di corno. Soffriva anche alla vescica e provava sollievo solo quando aveva espulso dei calcoli con l'orina.