Traduzione di Paragrafo 64, Libro 2 (Divus Augustus) di Svetonio

Versione originale in latino


Nepotes ex Agrippa et Iulia tres habuit C. Et L. Et Agrippam, neptes duas Iuliam et Agrip pinam. Iuliam L. Paulo censoris filio, Agrippinam Germanico sororis suae nepoti collocavit. Gaium et L. Adoptavit domi per assem et libram emptos a patre Agrippa tenerosque adhuc ad curam rei p. Admovit et consules designatos circum provincias exercitusque dimisit. Filiam et neptes ita instituit, ut etiam lanificio assuefaceret vetaretque loqui aut agere quicquam nisi propalam et quod in diurnos commentarios referretur; extraneorum quidem coetu adeo prohibuit, ut L. Vinicio, claro decoroque iuveni, scripserit quondam parum modeste fecisse eum, quod filiam suam Baias salutatum venisset. Nepotes et litteras et natare aliaque rudimenta per se plerum que docuit, ac nihil aeque elaboravit quam ut imitarentur chirographum suum; neque cenavit una, nisi ut in imo lecto assiderent, neque iter fecit, nisi ut vehiculo anteirent aut circa adequitarent.

Traduzione all'italiano


Agrippa e Giulia gli diedero tre nipoti, Gaio, Lucio e Agrippa e due nipotine, Giulia e Agrippina. Diede in moglie Giulia a L. Paolo, figlio del censore, e Agrippina a Germanico, nipote di sua sorella. Adottò Gaio e Lucio dopo averli comprati nella loro casa, con un asse e una libbra, dal padre Agrippa, poi, ancora molto giovani li fece partecipare all'amministrazione dello Stato e quando furono designati consoli li mandò nelle province e presso le armate. Allevò la figlia e le nipoti con tanta severità che le abituò anche al lavoro della lana e vietò loro di dire e fare qualcosa se non in pubblico, perché tutto potesse essere riportato nelle quotidiane relazioni della sua casa. Proibì a tal punto ogni rapporto con gli estranei che un giorno scrisse a L. Vinicio, giovane di buona famiglia, che si era preso un'eccessiva libertà venendo a Baia per salutare sua figlia. Personalmente, per lo più, insegnò alle nipoti a leggere, a scrivere e tutti gli altri rudimenti essenziali e per di più si impegnò perché imparassero ad imitare la sua scrittura. Non cenò mai insieme con loro se non facendole sedere ai piedi del suo letto e se viaggiavano con lui lo precedevano su un carro o cavalcavano al suo fianco.