Traduzione di Paragrafo 44, Libro 2 (Divus Augustus) di Svetonio

Versione originale in latino


Spectandi confusissimum ac solutissimum morem correxit ordinavitque, motus iniuria senatoris, quem Puteolis per celeberrimos ludos consessu frequenti nemo receperat. Facto igitur decreto patrum ut, quotiens quid spectaculi usquam publice ederetur, primus subselliorum ordo vacaret senatoribus, Romae legatos liberarum sociarumque gentium vetuit in orchestra sedere, cum quosdam etiam libertini generis mitti deprendisset. Militem secrevit a polpulo. Maritis e plebe proprios ordines assignavit, praetextatis cuneum suum, et proximum paedagogis, sanxitque ne quis pullatorum media cavea sederet. Feminis ne gladiatores quidem, quos promiscue speectari sollemne olim erat, nisi ex superiore loco spectare concessit. Solis virginibus Vestalibus locum in theatro separatim et contra praetoris tribunal dedit. Athletarum vero spectaculo muliebre secus omne adeo summovit, ut pontificalibus ludis pugilum par postulatum distulerit in insequentis diei matutinum tempus edixeritque mulieres ante horam quintam venire in theatrum non placere.

Traduzione all'italiano


Negli spettacoli regnavano la confusione e il disordine più completi; Augusto vi introdusse l'ordine e la disciplina, spinto dall'affronto che aveva ricevuto un senatore quando a Pozzuoli, in occasione di giochi ai quali tutti accorrevano, non era stato ricevuto da nessuno, in mezzo a tanti spettatori. Fece dunque decretare dal Senato che, per tutta la durata degli spettacoli pubblici, offerti in qualsiasi luogo, la prima fila di panche doveva essere riservata ai senatori e proibì che a Roma gli ambasciatori delle nazioni libere o alleate prendessero posto nell'orchestra, perché si era accorto che di alcune delegazioni facevano parte anche gli schiavi affrancati. Separò i soldati dal popolo, assegnò ai plebei sposati gradini speciali, a coloro che indossavano la pretesta un settore particolare e quello accanto, ai loro precettori e vietò a quelli che erano mal vestiti di collocarsi nelle gradinate di mezzo. Alle donne non permise di prendere posto, anche durante i combattimenti dei gladiatori, che un tempo potevano osservare mescolate agli uomini, se non nella parte più alta e tutte sole. Assegnò alle Vestali un loro posto riservato in teatro, davanti al palco del pretore. Per le lotte degli atleti, però, vietò così rigorosamente l'ingresso alle donne che, durante i giochi pontificali, avendo il popolo reclamato una coppia di pugili, rimandò la presentazione alla seduta mattutina del giorno successivo e fece proclamare che non gradiva la presenza delle donne in teatro prima della quinta ora.