Traduzione di Paragrafo 30, Libro 2 (Divus Augustus) di Svetonio

Versione originale in latino


Spatium urbis in regiones vicosque divisit instituitque, ut illas annui magistratus sortito tuerentur, hos magistri e plebe cuiusque viciniae lecti. Adversus incendia excubias nocturnas vigilesque commentus est; ad coercendas inundationes alveum Tiberis laxavit ac repurgavit completum olim ruderibus et aedificiorum prolationibus coartatum. Quo autem facilius undique urbs adiretur, desumpta sibi Flaminia via Arimino tenus munienda reliquas triumphalibus viris ex manubiali pecunia sternendas distribuit. Aedes sacras vetustate conlapsas aut incendio absumptas refecit easque et ceteras opulentissimis donis adornavit, ut qui in cellam Capitolini Iovis sedecim milia pondo auri gemmasque ac margaritas quingenties sestertium una donatione contulerit.

Traduzione all'italiano


Divise il territorio della città in regioni e quartieri e stabilì che le prime fossero amministrate da magistrati annuali, estratti a sorte, e i secondi da capi scelti in ciascun quartiere tra la plebe del vicinato. Per gli incendi creò un corpo di guardie notturne e di vigili. Per imbrigliare le inondazioni del Tevere fece allargare e pulire il letto del fiume, da tempo ingombro di detriti e contratto dell'estensione degli edifici. Infine perché la città fosse facilmente raggiungibile da ogni parte, a sue spese, fece riparare la via Flaminia fino a Rimini e ripartì le altre strade fra i generali che avevano avuto l'onore del trionfo, che dovettero farle pavimentare con l'argento del bottino. Ricostruì i templi rovinati dal tempo e distrutti dal fuoco e li abbellì, insieme con altri di doni preziosi. Così in una sola volta fece portare al santuario di Giove Capitolino seimila libbre d'oro, con pietre preziose e perle per un valore di cinquanta milioni di sesterzi.