Traduzione di Paragrafo 26, Libro 2 (Divus Augustus) di Svetonio

Versione originale in latino


Magistratus atque honores et ante tempus et quosdam novi generis perpetuosque cepit. Consulatum vicesimo aetatis anno invasit, admotis hostiliter ad urbem legionibus, missisque qui sibi nomine exercitus deposcerent; cum quidem cunctante senatu Cornelius centurio, princeps legationis, reiecto sagulo ostendens gladii capulum, non dubitasset in curia dicere: Hic faciet, si vos non feceritis. Secundum consulatum post novem annos, tertium anno interiecto gessit sequentis usque ad undecimum continuavit, multisque mox, cum deferrentur, recusatis duodecim magno, id est septemdecim annorum, intervallo et rursus tertium decimum biennio post ultro petiit, ut C. Et Lucium filios amplissimo praeditus magistratu suo quemque tirocinio deduceret in forum. Quinque medios consulatus a sexto ad decimum annuos gessit, ceteros aut novem aut sex aut quattuor aut tribus mensibus, secundum vero paucissimis horis. Nam die Kal. Ian. Cum mane pro aede Capitolini Iovis paululum curuli sella praesedisset, honore abiit suffecto alio in locum suum. Nec omnes Romae, sed quartum consulatum in Asia, quintum in insula Samo, octavum et nonum Tarracone iniit.

Traduzione all'italiano


Assunse cariche ed onori prima del tempo legale: alcuni furono creati appositamente per lui o gli furono attribuiti a vita. A vent'anni si impadronì del consolato facendo marciare minacciosamente le sue legioni verso Roma e inviando soldati che lo richiedessero per lui a nome dell'esercito; quando il Senato si mostrò esitante, il centurione Cornelio, capo della delegazione, gettando indietro il suo mantello e mostrando l'impugnatura della sua spada, non esitò a dire in Curia: "Se non lo farete console voi, se ne incaricherà questa." Esercitò un secondo consolato nove anni più tardi, un terzo con l'intervallo di un anno, i successivi, senza interruzione, fino all'undicesimo. In seguito, dopo averne rifiutati molti che gli venivano offerti, lui stesso ne chiese un dodicesimo, quando ormai erano passati diciassette anni, e poi, due anni più tardi, di nuovo un tredicesimo, perché voleva essere in possesso della carica suprema per presentare al foro i suoi figli Caio e Lucio, ciascuno a suo turno, quando fecero il loro debutto. Cinque dei suoi consolati, quelli che vanno dal sesto al decimo, durarono un anno, tutti gli altri o nove o sei o quattro o tre mesi, mentre il secondo pochissime ore. Infatti si sedette sulla sedia curule davanti al tempio di Giove Capitolino, al mattino delle Calende di gennaio, poi si dimise quando si fu offerto chi lo sostituisse. E non sempre entrò in carica a Roma: inaugurò il quarto consolato in Asia, il quinto nell'isola di Samo, l'ottavo e il nono a Tarragona.