Traduzione di Paragrafo 18, Libro 2 (Divus Augustus) di Svetonio

Versione originale in latino


Per idem tempus conditorium et corpus Magni Alexandria, cum prolatum et penetrali subiecisset oculis, corona aurea imposita ac floribus aspersis veneratus est, consultusque, num et Ptolemaeum inspicere vellet, regem se voluisse ait videre, non mortuos. Aegyptum in provinciae formam redactam ut feraciorem habilioremque annonae urbicae redderet, fossas omnis, in quas Nilus exaestuat, oblimatas longa vetustate militari opere detersit. Quoque Actiacae victoria memoria celebratior et in posterum esset, urbem Nicopolim apud Actium condidit ludosque illic quinquennales constituit et ampliato vetere Apollinis templo locum castrorum, quibus fuerat usus, exornatum navalibus spoliis Neptuno ac Marti consecravit.

Traduzione all'italiano


Nello stesso tempo si fece mostrare il sarcofago e il corpo di Alessandro Magno, tolto dalla sua tomba: gli rese omaggio ponendogli sul capo una corona d'oro intrecciata di fiori. Quando gli chiesero se voleva visitare anche la tomba di Tolomeo, rispose di aver voluto vedere un re, non dei morti. Ridotto l'Egitto al rango di provincia, poi, allo scopo di renderlo più fertile e più idoneo agli approvvigionamenti di Roma fece pulire, impiegando i soldati per questo lavoro, tutti i canali, attraverso i quali il Nilo straripava, che nel corso dei secoli si erano riempiti di limo. Per meglio perpetuare il ricordo della vittoria di Azio, fondò nelle sue vicinanze la città di Nicopoli, dove furono istituiti dei giochi quinquennali, fece ingrandire l'antico tempio di Apollo e consacrò a Nettuno e a Marte il luogo dove aveva posto gli accampamenti, dopo averlo adornato delle spoglie navali.