Traduzione di Paragrafo 14, Libro 2 (Divus Augustus) di Svetonio

Versione originale in latino


Quo tempore L. Antonium fiducia consulatus, quem gerebat, ac fraternae potentiae res novas molientem confugere Perusiam coegit et ad deditionem fame compulit, non tamen sine magnis suis et ante bellum et in bello discriminibus. Nam cum spectaculo ludorum gregarium militem in quattuordecim ordinibus sedentem excitari per apparitorem iussisset, rumore ab obtrectatoribus dilato quasi eundem mox et discruciatum necasset, minimum afuit, quin periret concursu et indignatione turbae militaris. Saluti fuit, quod qui desiderabatur repente comparuit incolumnis ac sine iniuria. Circa Perusinum autem murum sacrificans paene interceptus est a manu gladiatorum, quae oppido eruperat.

Traduzione all'italiano


In quel periodo di tempo L. Antonio, valendosi della carica di console che esercitava, e della potenza di suo fratello, fomentò una rivoluzione, ma Augusto lo costrinse a rifugiarsi a Perugia dove lo prese per fame; questo però non senza aver corso gravi pericoli, sia prima, sia durante la guerra. Infatti, durante uno spettacolo di giochi, aveva fatto espellere da uno dei suoi servitori pubblici, un semplice soldato che si era seduto su uno dei quattordici gradini riservati ai cavalieri: i suoi denigratori avevano fatto spargere la voce che in seguito aveva torturato e fatto mettere a morte questo soldato. Accorse allora una folla di soldati, pieni di indignazione e poco mancò che morisse. Per sua fortuna tutto ad un tratto comparve colui che si credeva morto, ben vivo e senza segni di tortura. Un'altra volta, sotto le mura di Perugia, mentre stava facendo un sacrificio, per poco non fu ucciso da un gruppo di gladiatori che avevano fatto una sortita dalla città.