Traduzione di Paragrafo 21, Libro 12 (Domitianus) di Svetonio

Versione originale in latino


Quotiens otium esset, alea se oblectabat, etiam profestis diebus matutinisque horis, ac lavabat de die, prandebatque ad satietatem, ut non temere super cenam praeter Matianum malum et modicam in ampulla potiunculam sumeret. Convivabatur frequenter ac large, sed paene raptim; certe non ultra solis occasum, nec ut postea comisaretur. Nam ad horam somni nihil aliud quam solus secreto deambulabat.

Traduzione all'italiano


Diceva che la sorte dei principi era miserabile, "perché sono creduti se annunciano la scoperta di una congiura, solo quando vengono uccisi". Ogni volta che si riposava, si distraeva giocando ai dadi, anche nei giorni di lavoro e al mattino; prendeva il bagno di giorno e pranzava abbondantemente, in modo che per cena si accontentava di una mela di Mazio e di una piccola quantità di bevanda contenuta in un flacone. Offriva spesso sontuosi banchetti, ma quasi sempre di breve durata, e in ogni caso senza oltrepassare il tramonto del sole e darsi in seguito all'orgia, giacché fino al momento di andare a dormire, non faceva altro che passeggiare tutto solo e appartato.