Traduzione di Paragrafo 19, Libro 12 (Domitianus) di Svetonio

Versione originale in latino


Laboris impatiens, pedibus per urbem non temere ambulavit, in expeditione et agmine equo rarius, lectica assidue vectus est. Armorum nullo, sagittarum vel praecipuo studio tenebatur. Centenas variis generis feras saepe in Albano secessu conficientem spectavere plerisque, atque etiam ex industria ita quarundam capita figentem, ut duobus ictibus quasi cornus efficeret. Nonnumquam in pueri procul in stantis praebentisque pro scopulo dispansam dexterae manus palmam, sagittas tanta arte derexit, ut omnes per intervalla digitorum innocue evaderent.

Traduzione all'italiano


Insofferente della fatica, non andò mai a passeggio a piedi per Roma; nelle spedizioni e nelle marce assai raramente viaggiò a cavallo, ma abitualmente in lettiga. L'esercizio delle armi non lo interessava, ma era appassionato per il tiro con l'arco: spesso, nel ritiro del monte Albano, molte persone lo videro abbattere, colpo su colpo, cento animali diversi e divertirsi a piantare due frecce sulla testa di alcuni di loro, come se fossero corna. Qualche volta un giovane schiavo, collocato ad una certa distanza gli offriva come bersaglio la sua mano destra ben aperta ed egli faceva partire le frecce con tanta precisione che tutte passavano fra le sue dita senza ferirlo.