Traduzione di Paragrafo 21, Libro 10 (Divus Vespasianus) di Svetonio

Versione originale in latino


Ordinem vitae fere tenuit. In principatum maturius semper ac de nocte evigilabat; dein perlectis epistolis officiorumque omnium breviariis, amicos admittebat, ac dum salutabatur, et calciabat ipse se et amiciebat; postque decisa quaecumque obvenissent negotia, gestationi et inde quieti vacabat, accubante aliqua pallacarum, quas in locum defunctae Caenidis plurimas constituerat; a secreto in balineum tricliniumque transiliebat. Nec ullo tempore facilior aut indulgentior traditur, eaque momenta domestici ad aliquid petendum magno opere captabant.

Traduzione all'italiano


Più o meno tenne questo tenore di vita. Durante il suo principato si alzava sempre di buon'ora e vegliava fino a tarda notte; quando aveva letto tutta la sua corrispondenza e i rapporti di tutti gli ufficiali di corte, faceva entrare i suoi amici e, mentre quelli lo salutavano, lui stesso si calzava le scarpe e si vestiva. Quindi dopo aver regolato tutti gli affari che si presentavano, andava a passeggio in lettiga e poi prendeva un po' di riposo, tenendo al proprio fianco una delle numerose concubine alle quali aveva dato il posto di Cenide dopo la sua morte; dalla sua camera passava nel bagno, poi nella sala da pranzo. In nessun altro momento, a quanto dicono, era di umore migliore e più indulgente, e il personale di casa coglieva subito l'occasione per indirizzargli le sue richieste.