Traduzione di Paragrafo 44, Libro 1 (Divus Iulius) di Svetonio

Versione originale in latino


Nam de ornanda instruendaque urbe, item de tuendo ampliandoque imperio plura ac maiora in dies destinabat: in primis Martis templum, quantum nusquam esset, extruere repleto et conplanato lacu, in quo naumachiae spectaculum ediderat, theatrumque summae magnitudinis Tarpeio monti accubans; ius civile ad certum modum redigere atque ex immensa diffusaque legum copia optima quaeque et necessaria in paucissimos conferre libros; bibliothecas Graecas Latinasque quas maximas posset publicare data Marco Varroni cura comparandarum ac digerendarum; siccare Pomptinas paludes; emittere Fucinum lacum; viam munire a mari Supero per Appennini dorsum ad Tiberim usque; perfodere Isthmum; Dacos, qui se in Pontum et Thraciam effuderant, coercere; mox Parthis inferre bellum per Armeniam minorem nec nisi ante expertos adgredi proelio. Talia agentem atque meditantem mors praevenit. De qua prius quam dicam, ea quae ad formam et habitum et cultum et mores, nec minus quae ad civilia et bellica eius studia pertineant, non alienum erit summatim exponere.

Traduzione all'italiano


Inoltre, per ciò che concerne l'abbellimento e l'arricchimento dell'Urbe, la protezione e l'ingrandimento dell'Impero, faceva ogni giorno i più numerosi e vasti progetti. Si ripromise, innanzitutto, di costruire un tempio di Marte, il più grande del mondo, dopo aver riempito e spianato il bacino in cui era stata data la battaglia navale, e di realizzare un immenso teatro, a ridosso della rupe Tarpeia; di condensare il diritto civile e di scegliere nell'enorme congerie di leggi sparse ciò che vi era di migliore e di indispensabile per raggrupparlo in un piccolo numero di libri; di mettere a disposizione del pubblico biblioteche greche e latine, le più ricche possibili: aveva affidato a M. Varrone l'incarico di procurare e catalogare i libri. Aveva intenzione di bonificare le paludi pontine, di aprire uno sbocco al lago Fucino, di condurre una strada dall'Adriatico fino al Tevere, scavalcando l'Appennino, di tagliare l'istmo di Corinto, di contenere i Daci che si erano riversati nella Tracia e nel Ponto, di portare quindi guerra ai Parti, passando per l'Armenia minore, ma di non provocarli a battaglia, se non dopo aver saggiato le loro forze. Nel bel mezzo di questi lavori e di questi progetti, lo sorprese la morte. Ma prima di raccontare la sua fine, non sarà fuori posto esporre sinteticamente tutto ciò che riguarda la sua persona, il suo carattere, il suo tenore di vita, le sue abitudini, non meno che il suo talento civile e militare.