Traduzione di Paragrafo 35, Libro 1 (Divus Iulius) di Svetonio

Versione originale in latino


Hinc urbe repetita in Macedoniam transgressus Pompeium, per quattuor paene menses maximis obsessum operibus, ad extremum Pharsalico proelio fudit et fugientem Alexandriam persecutus, ut occisum deprehendit, cum Ptolemaeo rege, a quo sibi quoque insidias tendi videbat, bellum sane difficillimum gessit, neque loco neque tempore aequo, sed hieme anni et intra moenia copiosissimi ac sollertissimi hostis, inops ipse omnium rerum atque inparatus. Regnum Aegypti victor Cleopatrae fratrique eius minori permisit, veritus provinciam facere, ne quandoque violentiorem praesidem nacta novarum rerum materia esset. Ab Alexandria in Syriam et inde Pontum transiit urgentibus de Pharnace nuntiis, quem Mithridatis Magni filium ac tunc occasione temporum bellantem iamque multiplici successu praeferocem, intra quintum quam adfuerat diem, quattuor quibus in conspectum venit horis, una profligavit acie; crebro commemorans Pompei felicitatem, cui praecipua militiae laus de tam inbelli genere hostium contigisset. Dehinc Scipionem ac Iubam reliquias partium in Africa refoventis devicit, Pompei liberos in Hispania.

Traduzione all'italiano


Dalla Spagna tornò a Roma, quindi passò in Macedonia dove tenne assediato Pompeo con formidabili fortificazioni per circa quattro mesi, finché lo sconfisse nella battaglia di Farsalo. Pompeo fuggì e Cesare lo inseguì fino ad Alessandria, dove seppe che era stato ucciso. Rendendosi conto che il re Tolomeo gli tendeva insidie, combatté anche contro di lui una delle guerre più difficili, in una posizione sfavorevole e in una stagione poco clemente, d'inverno, tra le mura di un nemico ben provvisto di rifornimenti e particolarmente ingegnoso, mentre lui era privo di tutto e assolutamente impreparato. Uscitone vincitore, concesse il regno d'Egitto a Cleopatra e a suo fratello minore, temendo che, se lo avesse ridotto allo stato di provincia romana, divenisse un giorno, nelle mani di un governatore audace, un focolaio di rivoluzione. Da Alessandria passò in Siria e di qui nel Ponto, dove lo chiamavano notizie pressanti di Farnace, il figlio del grande Mitridate, che aveva approfittato delle circostanze per entrare in guerra e che già si esaltava per i numerosi successi. Meno di cinque giorni dopo il suo arrivo, quattro ore dopo il loro incontro, Cesare lo sconfisse in una sola battaglia; per questo faceva spesso allusione alla fortuna di Pompeo che aveva conquistato la maggior parte della sua gloria militare contro nemici così poco validi. In seguito sconfisse, in Africa, Scipione e Giuba, che tentavano di rianimare i resti del partito pompeiano, e, in Spagna, i figli di Pompeo.