Traduzione di Paragrafo 29, Libro 1 (Divus Iulius) di Svetonio

Versione originale in latino


Commotus his Caesar ac iudicans, quod saepe ex eo auditum ferunt, difficilius se principem civitatis a primo ordine in secundum quam ex secundo in novissimum detrudi, summa ope restitit, partim per intercessores tribunos, partim per Servium Sulpicium alterum consulem. Insequenti quoque anno Gaio Marcello, qui fratri patrueli suo Marco in consulatu successerat, eadem temptante collegam eius Aemilium Paulum Gaiumque Curionem violentissimum tribunorum ingenti mercede defensores paravit. Sed cum obstinatius omnia agi videret et designatos etiam consules e parte diversa, senatum litteris deprecatus est, ne sibi beneficium populi adimeretur, aut ut ceteri quoque imperatores ab exercitibus discederent; confisus, ut putant, facilius se, simul atque libuisset, veteranos convocaturum quam Pompeium novos milites. Cum adversariis autem pepigit, ut dimissis octo legionibus Transalpinaque Gallia duae sibi legiones et Cisalpina provincia vel etiam una legio cum Illyrico concederetur, quoad consul fieret.

Traduzione all'italiano


Preoccupato per queste macchinazioni e convinto, come sembra lo si sia sentito dire spesso, che era più difficile, finché occupava il primo posto nello Stato, risospingerlo al secondo, che da secondo all'ultimo, resistette con tutte le sue forze, sia per l'intervento dei tribuni, sia per quello di Servio Sulpicio, l'altro console. L'anno successivo fece gli stessi tentativi Gaio Marcello, che era succeduto nel consolato a suo cugino Marco, ma Cesare, spendendo somme enormi, si procurò, come difensori, Emilio Paolo, il collega di Marcello, e Gaio Curione, uno dei più violenti tribuni della plebe. Vedendo però che ci si accaniva contro di lui con maggiore ostinazione e che erano stati designati come consoli perfino due suoi avversari, scrisse al Senato pregandolo di non togliergli un comando concessogli dal popolo, o altrimenti di rimuovere dai loro eserciti anche gli altri generali. Pensava, come credono, che avrebbe potuto convocare quando volesse i suoi veterani in un tempo più breve di quello impiegato da Pompeo per fare nuove leve. Agli avversari propose di congedare otto legioni, abbandonando la Gallia Transalpina, e di tenere per sé due legioni e la Gallia Cisalpina, o almeno una legione con l'Illirico, fino a quando fosse stato eletto console.