Traduzione di Paragrafo 41, Libro 2 di Seneca

Versione originale in latino


Haec adhuc Etruscis philosophisque communia sunt. In illo, dissentiunt quod fulmina a love dicunt mitti et tres illi manubias dant. Prima, ut aiunt, monet et placata est et ipsius Iovis consilio mittitur. Secundam mittit quidem Iupiter, sed ex consihi sententia, duodecim enim deos advocat; hoc fulmen boni aliquid. Aliquando facit, sed tunc quoque non aliter quam ut noceat; ne prodest quidem impune.
Tertiam manubiam idem Iupiter mittit, sed adhibitis in consilium diis quos superiores et involutos vocant, quia vastat in quae incidit et utique mutat statum privatum et publicum. quem invenit; ignis enim nihil esse quod fuit patitur.

Traduzione all'italiano


Fino ad ora queste cose sono comuni agli Etruschi e ai filosofi. Dissentono su questo, perché dicono che i fulmini sono scagliati da Giove e attribuiscono tre tipi di saette a quello. La prima, come dicono, avverte, è innocua ed è mandata per decisione dello stesso Giove. Giove manda anche la seconda, ma su giudizio del consiglio, infatti convoca dodici dei; questo fulmine talvolta fa qualcosa di buono, ma anche allora non diversamente che per recare danno; neppure giova senza danno.
Allo stesso modo Giove manda la terza saetta ma invitati al consiglio gli dei che chiamano superiori e oscuri, poichè distrugge ciò contro cui si accanisce e in ogni caso cambia la condizione personale e pubblica sulla quale incide: infatti il fuoco permette che niente sia come ora.

Trova ripetizioni online e lezioni private