Seneca - Fedra - 186 - 194

Versione originale in latino


Hic volucer omni pollet in terra impotens
ipsumque flammis torret indomitis Iovem;
Gradivus istas belliger sensit faces,
opifex trisulci fulminis sensit deus,
et qui furentis semper Aetnaeis iugis
versat caminos igne tam parvo calet;
ipsumque Phoebum, tela qui nervo regit,
figit sagitta certior missa puer
volitatque caelo pariter et terris gravis.

Traduzione all'italiano


E' alato il dio e fa sentire la sua potenza in ogni parte del mondo: Giove è bruciato dalla sua vampa incoercibile, l'ha sentita Marte, il signore della guerra, l'ha sentita il dio che forgia la folgore a tre punte: chi non lascia mai spente le fornaci ruggenti dell'Etna, si scotta a un così minuscolo fuoco. Persino Febo, che comanda gli astrali, è trafitto da un arciere più preciso di lui:il fanciullo che va in giro volando e non lascia in pace nè la terra nè il cielo.

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