Traduzione di Paragrafo 34, Libro 4 di Seneca

Versione originale in latino


Seneca Lucilio suo salutem
Cresco et exsulto et discussa senectute recalesco quotiens ex iis quae agis ac scribis intellego quantum te ipse - nam turbam olim reliqueras - superieceris. Si agricolam arbor ad fructum perducta delectat, si pastor ex fetu gregis sui capit voluptatem, si alumnum suum nemo aliter intuetur quam ut adulescentiam illius suam iudicet, quid evenire credis iis qui ingenia educaverunt et quae tenera formaverunt adulta subito vident? Assero te mihi; meum opus es. Ego cum vidissem indolem tuam, inieci manum, exhortatus sum, addidi stimulos nec lente ire passus sum sed subinde incitavi; et nunc idem facio, sed iam currentem hortor et invicem hortantem. 'Quid illud?' inquis 'adhuc volo.' In hoc plurimum est, non sic quomodo principia totius operis dimidium occupare dicuntur. Ista res animo constat; itaque pars magna bonitatis est velle fieri bonum. Scis quem bonum dicam? Perfectum, absolutum, quem malum facere nulla vis, nulla necessitas possit. Hunc te prospicio, si perseveraveris et incubueris et id egeris ut omnia facta dictaque tua inter se congruant ac respondeant sibi et una forma percussa sint. Non est huius animus in recto cuius acta discordant. Vale.

Traduzione all'italiano


Seneca saluta il suo Lucilio
Mi sento fiero ed esulto; mi scuoto di dosso la vecchiaia e riprendo l'antico ardore tutte le volte che da quello che fai e scrivi capisco quanto hai superato te stesso - la massa l'hai lasciata indietro già da tempo. Se l'agricoltore è contento quando un albero produce i suoi frutti, se il pastore gioisce per i piccoli nati nel gregge, se ognuno guardando il figlio considera la sua giovinezza come propria, cosa pensi che senta chi ha educato un carattere, l'ha plasmato ancòra tenero, e all'improvviso lo vede maturo? Ti dichiaro mio; sei opera mia. Quando ho capito la tua indole, ti ho preso sotto la mia tutela, ti ho esortato, spronato, non ho lasciato che tu avanzassi lentamente, ma ti ho incitato in continuazione; ed ora faccio lo stesso, ma ti sprono quando tu già stai correndo e mi esorti a tua volta. "Che dici?" obietti. "Finora ho solo dato prova di buona volontà." Questo è già moltissimo e non nel senso banale di "chi ben comincia è alla metà dell'opera." È una questione morale; pertanto gran parte della bontà consiste nel volere diventar buoni. Sai chi definisco buono? L'individuo perfetto, completo, che nessuna forza, nessuna necessità può rendere malvagio. Prevedo che diventerai così, se sarai perseverante e tenace e farai in modo che tutti i tuoi atti e le tue parole siano coerenti, consonanti e abbiano un'unica impronta. Non è onesto l'animo dell'uomo, le cui azioni non concordino. Stammi bene.