Traduzione di Sezione 8 - 9, Capitolo 2 di Seneca

Versione originale in latino


Tunc illos et paenitentia coepti tenet et incipiendi timor, subrepitque illa animi iactatio non inuenientis exitum, quia nec imperare cupiditatibus suis nec obsequi possunt, et cunctatio uitae parum se explicantis et inter destituta uota torpentis animi situs. Quae omnia grauiora sunt ubi odjo infelicitatis operosae ad otium perfugerunt ac secreta studia, quae pati non potest animus ad ciuilia erectus agendique cupidus et natura inquies, parum scilicet in se solaciorum habens. Ideo, detractis oblectationibus quas ipsae occupationes discurrentibus praebent, domum, solitudinem, parietes non fert; inuitus aspicit se sibi relictum.

Traduzione all'italiano


Allora li prende il rimorso per le loro iniziative e la paura di ricominciare, e s'insinua l'agitazione dell'animo che non trova via d'uscita, perché non sanno ne dominare ne assecondare le loro ambizioni; ecco l'incertezza, tipica di una vita incapace di svilupparsi, e il torpore di un animo paralizzato tra le speranze deluse.E tutto ci risulta pi grave quando, disgustati da qualche cocente insuccesso, ci si rifugia nella vita privata, nella solitudine degli studi, cose insopportabili per un animo tutto preso dalla vita politica, amante dell'azione e irrequieto per natura, che in se stesso, si capisce, trova poche soddisfazioni. Perciò, senza le gratificazioni che il lavoro per s offre a chi molto attivo, non sopporta la casa, l'isolamento, le mura domestiche e malvolentieri si vede lasciato a se stesso.

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