Seneca - De otio - 6

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Versione originale in latino


[...] Quo animo ad otium sapiens secedit? Ut sciat se tum quoque ea acturum per quae posteris prosit. Nos certe sumus qui dicimus et Zenonem et Chrysippum maiora egisse quam si duxissent exercitus, gessissent honores, leges tulissent: quas non uni civitati, sed toti humano generi tulerunt. Quid est ergo quare tale otium non conveniat viro bono, per quod futura saecula ordinet nec apud paucos contionetur, sed apud omnes omnium gentium homines quique sunt quique erunt? Ad summam, quaero an ex praeceptis suis vixerint Cleanthes et Chrysippus et Zenon. Non dubie respondebis sic illos vixisse quemadmodum dixerant esse vivendum. Atqui nemo illorum rem publicam administravit. - Non fuit, inquis, illis aut ea fortuna aut ea dignitas quae admitti ad publicarum rerum tractationem solet -. Sed iidem nihilo minus non segnem egere vitam: invenerunt quemadmodum plus quies illorum hominibus prodesset quam aliorum discursus et sudor. Ergo nihilo minus hi multum egisse visi sunt, quamvis nihil publice agerent.

Traduzione all'italiano


[...] Con quale animo il saggio si isola nell'otium? In modo che sappia che anche allora compirà azioni che giovino alla posterità. Siamo senza dubbio che sia Zenone sia Crisippo hanno fatto cose più grandi che se avessero comandato eserciti, svolto cariche pubbliche, promulgato leggi: poiché queste non le promulgarono per una sola città ma per l'intero genere umano. Che ragione c'è, dunque, perché ad un uomo retto non convenga siffatta vita contemplativa, attraverso la quale regoli le generazioni future e non parli a pochi, ma ad ogni uomo d'ogni popolo quanti sono e quanti saranno? Insomma mi domando se siano vissuti secondo i loro insegnamenti Cleante, Crisippo e Zenone. Indubbiamente risponderai che quelli sono vissuti nel modo in cui avevano detto che si doveva vivere: eppure nessuno di quelli amministrò lo stato. Ma tu dici: "Quelli non ebbero o quella fortuna o quella autorità che suole essere richiesta per il governo dello stato". Ma allo stesso tempo tuttavia condussero una vita non inerte: scoprirono che giova agli uomini più la loro calma che il correre qua e là ed il sudore degli altri. Quindi ciononostante questi sembrarono aver fatto molto, benché non facessero nulla nella vita pubblica.

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