Sallustio - Bellum Iugurthinum - 12 - Traduzione 2

Versione originale in latino


Sed Hiempsal in oppido Thirmida forte eius domo utebatur, qui proximus lictor Iugurthae carus acceptusque ei semper fuerat. Quem ille casu ministrum oblatum promissis onerat impellitque, uti tamquam suam visens domum eat, portarum clavis adulterinas paret - nam verae ad Hiempsalem referebantur - ceterum, ubi res postularet, se ipsum cum magna manu venturum. Numida mandata brevi conficit atque, uti doctus erat, noctu Iugurthae milites introducit. Qui postquam in aedis irrupere, diversi regem quaerere, dormientis alios, alios occursantis interficere, scrutari loca abdita, clausa effringere, strepitu et tumultu omnia miscere, cum interim Hiempsal reperitur occultans se tugurio mulieris ancillae, quo initio pavidus et ignarus loci perfugerat. Numidae caput eius, uti iussi erant, ad Iugurtham referunt.

Traduzione all'italiano


Tuttavia Iempsale utilizzava per caso, nella città di Termida, la casa di colui che, littore vicino a Giugurta, gli è sempre stato caro e gradito. Quello riempie con promesse quel domestico offerto per caso, e lo spinge ad andare a casa sua, come se controllasse, (e) a preparare chiavi false delle porte - infatti (le chiavi) vere erano ricondotte a Iempsale - del resto, dove la circostanza lo richiedesse, egli stesso verrebbe con una grande truppa. Il Numida porta a termine in breve (tempo) gli incarichi e, come (gli) era stato insegnato, introduce di notte i soldati di Giugurta. Questi, dopo aver fatto irruzione nell'appartamento, separati cercano il re, uccidono alcuni che dormono e altri che accorrono, osservano i luoghi nascosti, sfondano i recinti, mescolano tutto con frastuono e tumulto, mentre intanto Iempsale viene trovato, mentre si nascondeva in un tugurio di una serva femmina, in cui all'inizio, spaventato ed ignaro del luogo, si era rifugiato. I Numidi riportano la sua testa a Giugurta, come era stato loro ordinato.