Sallustio - Bellum Iugurthinum - 83

Versione originale in latino


Igitur eo dolore impeditus et quia stultitiae videbatur alienam rem periculo suo curare, legatos ad Bocchum mittit postulatum, ne sine causa hostis populo Romano fieret: habere tum magnam copiam societatis amicitiaeque coniungendae, quae potior bello esset, et, quamquam opibus suis confideret, tamen non debere incerta pro certis mutare. Omne bellum sumi facile, ceterum aegerrime desinere; non in eiusdem potestate initium eius et finem esse; incipere cuiuis etiam ignavo licere, deponi cum victores uelint. Proinde sibi regnoque suo consuleret neu florentis res suas cum Iugurthae perditis misceret. Ad ea rex satis placide verba facit: sese pacem cupere, sed Iugurthae fortunarum misereri; si eadem illi copia fieret, omnia conventura. Rursus imperator contra postulata Bocchi nuntios mittit; ille probare partim, alia abnuere. Eo modo saepe ab utroque missis remissisque nuntiis tempus procedere, et ex Metelli voluntate bellum intactum trahi.

Traduzione all'italiano


Frenato, dunque, da questo risentimento e poiché gli sembrava insensato occuparsi a suo rischio di una faccenda altrui, invia a Bocco dei messi per chiedergli di non farsi, senza motivo, nemico del popolo romano. Gli fa presente che in quel momento gli si offre una magnifica occasione per concludere un trattato di alleanza e di amicizia, che è preferibile alla guerra. Benché possa fare affidamento sulle sue forze, deve guardarsi dal rischiare il certo per l'incerto. Gli ricorda che è sempre facile cominciare una guerra, difficilissimo uscirne, perché il suo inizio e la sua fine non dipendono dalla stessa persona. Chiunque, anche un vile, può cominciare una guerra, ma soltanto la volontà dei vincitori può farla cessare. Lo esorta, quindi, a badare a sé e al suo regno e a non voler accomunare le sue fiorenti condizioni a quelle ormai disperate di Giugurta. A tali parole il re risponde in tono assai conciliante, dicendo che desidera la pace, ma che ha pietà della sorte di Giugurta. Se a lui viene concessa la medesima opportunità, ogni accordo è possibile. Il comandante manda nuovamente dei messi per rispondere alle richieste di Bocco: ne approva alcune, altre le rifiuta. Così, tra messaggi inviati e messaggi ricevuti, il tempo passa e, come vuole Metello, la guerra si trascina senza mai cominciare.