Traduzione di Paragrafo 1-3 - Traduzione 2, Libro 2 Capitolo 9 di Quintiliano

Versione originale in latino


Plura de officiis docentium locutus discipulos id unum interim moneo, ut praeceptores suos non minus quam ipsa studia ament et parentes esse non quidem corporum, sed mentium credant. Multum haec pietas conferet studio; nam ita et libenter audient et dictis credent et esse similes concupiscent, in ipsos denique coetus scholarum laeti alacres conuenient, emendati non irascentur, laudati gaudebunt; ut sint carissimi studio merebuntur. Nam ut illorum officium est docere, sic horum praebere se dociles: alioqui neutrum sine altero sufficit; et sicut hominis ortus ex utroque gignentium confertur, et frustra sparseris semina nisi illa praemollitus foverit sulcus, ita eloquentia coalescere nequit nisi sociata tradentis accipientisque concordia.

Traduzione all'italiano


Dopo aver parlato a lungo dei compiti degli insegnanti, esorto nel frattempo gli allievi ad una sola cosa, ad amare i loro insegnanti non meno degli studi stessi e a ritenere che quelli siano padri, non dei (loro) corpi, ma delle (loro) menti. Questa benevolenza sarà molto utile allo studio; infatti così ascolteranno volentieri, e crederanno alle parole, e desidereranno di essere simili (ai maestri), e anzi si raduneranno nelle stesse assemblee di studenti, lieti ed operosi, quando corretti non si arrabbieranno, quando lodati godranno, e meriteranno con lo studio di essere molto cari (al maestro). Infatti, come insegnare è il dovere di quelli, mostrarsi disponibili (è il dovere) di questi: altrimenti nessuna delle due cose basta senza l'altra; e, come la nascita dell'uomo è portata da entrambi i genitori, e invano avrai sparso i semi, se il solco ammollito in precedenza non li terrà al caldo, così l'eloquenza non può svilupparsi, se non con una concordia condivisa da chi insegna e chi impara.

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