Traduzione di Paragrafo 9-12, Libro 1 Capitolo 3 di Quintiliano

Versione originale in latino


Danda est omnibus aliqua remissio, non solum quia nulla res est quae perferre possit continuum laborem, atque ea quoque quae sensu et anima carent, ut servare vim suam possint, velut quiete alterna retenduntur, sed quod studium discendi voluntate, quae cogi non potest, constat. Itaque et virium plus adferunt ad discendum renovati ac recentes et acriorem animum, qui fere necessitatibus repugnat. Nec me offenderit lusus in pueris - est et hoc signum alacritatis -, neque illum tristem semperque demissum sperare possim erectae circa studia mentis fore, cum in hoc quoque maxime naturali aetatibus illis impetu iaceat. Modus tamen sit remissionibus, ne aut odium studiorum faciant negatae aut otii consuetudinem nimiae. Sunt etiam nonnulli acuendis puerorum ingeniis non inutiles lusus, cum positis invicem cuiusque generis quaestiunculis aemulantur. Mores quoque se inter ludendum simplicius detegunt: modo nulla videatur aetas tam infirma quae non protinus quid rectum pravumque sit discat, tum vel maxime formanda cum simulandi nescia est et praecipientibus facillime cedit; frangas enim citius quam corrigas quae in pravum induruerunt.

Traduzione all'italiano


Tuttavia, a tutti deve essere concessa qualche distrazione, non solo poiché non esiste nulla che possa tollerare la fatica continua, ed anche quelle cose che mancano di sensibilità ed anima, perché possano conservare la loro forza, si rilassano, per così dire, con un riposo alternato, ma (anche) poiché l'interesse per l'apprendimento si basa sulla volontà, che non può essere indotta. E così (essi), rinvigoriti e freschi, forniscono più energia ed un animo più desideroso di apprendere, che quasi si oppone agli obblighi. E non potrebbe dispiacermi il gioco nei fanciulli - anche questo è un segno di entusiasmo - né potrei sperare che quel (fanciullo) triste e sempre avvilito sia di mente elevata negli studi, dal momento che è fiacco persino in questo ardore estremamente naturale per quell'età. Tuttavia, ci sia un limite agli svaghi, così che non creino, se negati, l'odio verso gli studi, oppure, se eccessivi, l'abitudine all'ozio. Ci sono anche alcuni giochi non inutili nell'affinare gli ingegni dei giovani, nel momento in cui gareggiano, postisi reciprocamente dei quesiti sottili di ogni genere. Anche i comportamenti si scoprono più semplicemente nel gioco: sempre che nessuna età sembri così fragile da non apprendere subito cosa sia bene e (cosa sia) male, e allora (è) soprattutto da plasmare, quando è incapace di fingere e molto facilmente cede ai docenti; infatti, potresti spezzare più velocemente piuttosto che correggere (ciò) che si è temprato in una persona/qualità cattiva.

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