Pontano - De Amore Coniugali - 12 - Naenia quinta ad somnum inducendum. Mater canticat.

Versione originale in latino


Scite puer, mellite puer, nate unice, dormi;
Claude, tenelle, oculos, conde, tenelle, genas.
Ipse sopor: "Non condis, ait, non claudis ocellos?"
En cubat ante tuos Luscula lassa pedes.
Languidulos, bene habet, conditque et claudit ocellos
Lucius, et roseo est fusus in ore sopor.
Aura, veni, foveasque meum placidissima natum.
An strepitant frondes? Tam levis aura venit;
Scite puer, mellite puer, nate unice, dormi;
Aura fovet flatu, mater amata sinu.

Traduzione all'italiano


O caro figlio mio, o caro figlio, dormi;
chiudi, o tenerello, gli occhi, nascondi, o tenerello, le guance.
Lo stesso sonno dice: "Non chiudi ancora gli occhi?".
Ecco Luscula stanca è distesa davanti ai tuoi piedi.
E va bene così, Lucio nasconde e chiude gli occhi
e il sonno è diffuso sulla bocca rosea.
O venticello, vieni e favorisci dolcissimo il mio bambino.
Forse le fronde strepitano? Viene un'arietta così lieve;
O caro figlio mio, o caro figlio, nato unico, dormi.
Il venticello lo coccola col suo alito, la madre amata con le sue braccia.

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