Traduzione di Epistola 27 - Una storia di fantasmi (sezioni 1 - 3), Libro 7 di Plinio il Giovane

Versione originale in latino


Caius Plinius Surae suo salutem plurimam dicit. Et mihi docendi ei tibi discendi facultatem otium praebet. Igitur perquam velim scire utrum esse phantasmata et habere propriam figuram numenque aliquod putes an inania et vana ex metu nostro immagine accipere. Ego ut esse credam, in primis eo ducor, quod audio accidisse Curtio Rufo. Tenuis adhuc et obscurus consuli Africam obtinenti comes haeserat. Oilm, inclinato die, spatiabatur in porticu; offertur ei muliebri figura, humana grandior pulchriorque. Ei perterito se Africam, futuram rerum praenuntiam, esse dixit: iturum eum Romam honoresque gesturum atque etiam cum summo imperio in eandem provinciam reverurum inique morituru. Facta sunt omnia. Praeterea accedenti Carthaginem egredientique ex nave eadem figura in litore occurrisse narratur. Ipse certe implicitus morbo, futura ex praeteritis auguratus, nullo suorum desperante, spem salutis proiecit.

Traduzione all'italiano


Caio Plinio saluta cordialmente il suo Sura. Il tempo libero ci porge il destro a me di insegnare e a te di imparare qualcosa. Dunque vorrei tanto conoscere la tua opinione sui fantasmi, se esistono veramente e hanno una propria visibilità e qualche potere soprannaturale oppure se, inconsistenti e vani, sono visioni provocate dalla nostra paura. A credere alla loro esistenza io sono indotto innanzi tutto da ciò che sento essere accaduto a Curzio Rufo. Quando governava l’Africa come console, aveva al suo fianco un compagno ancora poco importante e sconosciuto. Una volta, al cadere del giorno, passeggiava nel portico; gli si para davanti la sagoma di una donna, più grande e più bella di quella umana. A lui, sconvolto dalla paura, disse di essere l’Africa e di volergli predire l’avvenire: si sarebbe recato a Roma, avrebbe ricoperto cariche pubbliche e poi sarebbe tornato in quella stessa provincia con il comando supremo e vi sarebbe morto. Tutto si avverò puntualmente. Si narra anche che nel recarsi a Cartagine, mentre stava sbarcando gli venne incontro sulla spiaggia la stessa visione. Lui, in preda a una malattia sicura, ricavando le previsioni sul futuro dalle vicende passate, abbandonò ogni speranza di salvezza.

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