Plauto - Pseudolus - 340 - 369 - Il mezzano (scena 3)

Versione originale in latino


C. Dic mihi, obsecro hercle, verum serio hoc quod te rogo. 340
non habes venalem amicam tu meam Phoenicium?
B. Non edepol habeo profecto, nam iam pridem vendidi.
C. Quo modo? B. Sine ornamentis, cum intestinis omnibus.
C. Meam tu amicam vendidisti? B. Valde, viginti minis.
C. Viginti minis? B. Vtrum vis, vel quater quinis minis, 345
militi Macedonio, et iam quindecim habeo minas.
C. Quid ego ex te audio? B. Amicam tuam esse factam argenteam.
C. Cur id ausu's facere? B. Libuit, mea fuit. C. Eho, Pseudole,
ei, gladium adfer. PS. Quid opus gladio? C. Qui hunc occidam atque me.PS. Quin tu ted occidis potius? nam hunc fames iam occiderit. 350
C. Quid ais, quantum terra ~ tegit hominum periurissume?
iuravistin te illam nulli venditurum nisi mihi?
B. Fateor. C. Nempe conceptis verbis? B. Etiam consutis quoque.
C. Periuravisti, sceleste. B. At argentum intro condidi.
ego scelestus nunc argentum promere possum domo: 355
tu qui pius, istoc es genere gnatus, nummum non habes.
C. Pseudole, adsiste altrim secus atque onera hunc maledictis. PS. Licet.
numquam ad praetorem aeque cursim curram, ut emittar manu.
C. Ingere mala multa. PS. Iam ego te differam dictis meis.
impudice. B. Itast. C. Sceleste. B. Dicis vera. PS. Verbero. 360
B. Quippini? C. Bustirape. B. Certo. PS. Furcifer. B.
Factum optume.
C. Sociofraude. B. Sunt mea istaec. PS. Parricida. B. Perge tu.
C. Sacrilege. B. Fateor. PS. Periure. B. Vetera vaticinamini.
C. Legirupa. B. Valide. PS. Permities adulescentum. B. Acerrume.
C. Fur. B. Babae. PS. Fugitive. B. Bombax. C. Fraus populi. 365
B. Planissume.
PS. Fraudulente. C. Impure. PS. Leno. C. Caenum. B. Cantores probos.
C. Verberavisti patrem atque matrem. B. Atque occidi quoque,
potius quam cibum praehiberem: num peccavi quippiam?
PS. In pertusum ingerimus dicta dolium, operam ludimus.

Traduzione all'italiano


340 C: Dimmi, per favore per Ercole, ma seriamente, questo che ti chiedo:
341 non è in vendita la mia amica Fenicia?
342 B: Per Polluce non ho niente; infatti l' ho già venduta prima.
343 C: Come?
B: senza vesti, con tutte le interiora.
344 C: Tu hai venduto la mia amica?
B: sicuro; per venti mine.
345 C: Per venti mine?
B: quale delle due preferisci, diversamente quattro volte per cinque mine.
346 a un soldato macedone. E ho gia quindici mine.
347 C: cosa sento da te?
B: la tua amica è diventata argento.
348 C: come hai osato fare questo?
B: mi è piaciuto; fu mia.
C: ehi, pseudolo,
349 i, porta la spada.
P: che bisogno c’è della spada?
C: perché io uccida lui e me stesso.
350 P: perché non ti uccidi tu, piuttosto? Infatti già la fame lo ucciderà.
351 C: che cosa dici, oh quanto di più spergiuro fra gli uomini abbia toccato la terra?
352 Forse non hai giurato che tu non avresti venduto lei a nessuno se non a me?
353 B: lo ammetto.
C: forse non fu fatta a parole chiavi?
B: e anche messe bene insieme.
354 C: hai spregiudicato, scellerato.
B: ma dentro (la cassaforte) ho messo il denaro.
355 Io sono un malvagio ora posso tirare fuori denaro per la casa;
356 tu che sei onesto, sei figlio di questa, non hai un soldo.
357 C: pseudolo, mettiti dall’altra parte e carica costui di maledizioni.
P: va bene.
358 Mai correrei così di corsa presso il pretore, per farmi liberare.
359 C: rovesciagli addosso molti mali.
P: orami io ti distruggerò con le mie parole
360 P: svergognato!
B: è così.
P: sciagurato!
B: dici la verità
P: delinquente!
361 B: perché no?
P: depredatore di tombe!
B: certo
P: pendaglio da forca!
B: ben detto.
362 P: ingannatore di amici!
B: sono parole che mi si addicono
P: parricida!
B: continua
363 C: sacrilego!
B: confesso
C: spergiuro!
B: profetizzi cose vecchie!
364 C: fuorilegge!
B: giusto
P: corruttore di ragazzi!
B: tantissimo.
365 C: ladro!
B: puah.
P: fuggiasco!
B: puah.
C: inganno del popolo!
B: pienamente.
366 P: ingannatore!
C: sporco leone!
P: fango! (melma)
B: bravi cantori!
367 C: hai bastonato padre e madre
B: e li ho anche uccisi
368 Piuttosto che procurare il cibo a loro. Ho sbagliato in qualcosa?
369 P: versiamo le parole in una botte bucata; fatica sprecata.

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