Traduzione di Versi vv. 463-470 - L'agnizione, Libro 3 di Ovidio

Versione originale in latino


Iste ego sum: sensi, nec me mea fallit imago;
uror amore mei: flammas moveoque feroque.
Quid faciam? Roger anne rogem? Quid deinde rogabo?
Quod cupio mecum est: inopem me copia fecit.
O utinam a nostro secedere corpore possem!
Votum in amante novum, vellem, quod amamus, abesset.
Iamque dolor vires adimit, nec tempora vitae
longa meae superant, primoque exstinguor in aevo.

Traduzione all'italiano


Ma quello sono io! L'ho capito e non m'inganna più la mia immagine; brucio d'amore per me: accendo e subisco la fiamma. Che dovrei fare? Dovrei chiedere o essere chiesto? E che cosa poi chiederò? Quel che voglio è con me: la mia ricchezza mi fa povero. Oh, potessi separarmi dal mio corpo! Formulerà un voto inaudito per un amante: oh se ciò che amo fosse distante! Ormai il dolore mi sottrae le forze e non mi resta più molto da vivere, e mi spengo nel fiore della giovinezza.

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