Orazio - Epodi (Iambi) - 7 - Traduzione 2

Versione originale in latino


Quo, quo scelesti ruitis? aut cur dexteris
aptantur enses conditi?
parumne campis atque Neptuno super
fusum est Latini sanguinis,
non ut superbas invidae Karthaginis
Romanus arces ureret,
intactus aut Britannus ut descenderet
sacra catenatus via,
sed ut secundum vota Parthorum sua
Urbs haec periret dextera?
neque hic lupis mos nec fuit leonibus
umquam nisi in dispar feris.
furorne caecus an rapit vis acrior
an culpa? responsum date.
Tacent et albus ora pallor inficit
mentesque perculsae stupent.
sic est: acerba fata Romanos agunt
scelusque fraternae necis,
ut inmerentis fluxit in terram Remi
sacer nepotibus cruor.

Traduzione all'italiano


Dove, dove correte scellerati? O perchè si brandiscano con la destra spade ringuainate? Troppo poco sangue latino è stato sparso sulle terre e sulle distese di Nettuno, non affinchè il Romano bruciasse le superbe rocche dell'ostile Cartagine o affinché l'indomito Britanno scendesse incatenato per la via sacra, ma perché secondo i voti dei Parti questa Urbe perisse con la sua destra? Né lupi né leoni ebbero mai questo costume se non contro dissimili belve. Vi trascina un furore cieco o una forza più potente o una colpa? Date una risposta. Tacciono, e un cinereo pallore cosparge i volti e gli animi percossi restano attoniti. È così: acerbi fati incalzano i Romani e un delitto di fraterna strage, da quando sangue nefasto per la stirpe dell'incolpevole Remo fluì sulla terra.

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