Orazio - Epodi (Iambi) - 6

Versione originale in latino


Quid inmerentis hospites vexas, canis
ignavos adversum lupos?
Quin huc inanis, si potes, vertis minas
et me remorsurum petis?
Nam qualis aut Molossus aut fulvos Lacon,
amica vis pastoribus,
agam per altas aure sublata nivis
quaecumque praecedet fera;
tu, cum timenda voce complesti nemus,
proiectum odoraris cibum.
Cave, cave, namque in malos asperrimus
parata tollo cornua,
qualis Lycambae spretus infido gener
aut acer hostis Bupalo.
An si quis atro dente me petiverit,
inultus ut flebo puer?

Traduzione all'italiano


Perché molesti gli innocenti passanti, cane vigliacco contro i lupi? Perché, se puoi, non rivolgi le tue minnacce contro me pronto a morderti? Infatti, o come un Molosso o un biondo Lacone, forza amica ai pastori, inseguirò con le orecchie ritte per le alte nevi, qualunque fiera mi sfugga. Tu, dopo aver riempito il bosco con il tuo verso pauroso, odori il cibo che ti gettano. Attento, attento, infatti alzo le mie corna pronte contro i malvagi, come all'infido Licambe il gennero disprezzato o l'aspro nemico a Bupalo. O se qualcuno mi mordesse, piangerò come un bambino indifeso?

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