Traduzione di Paragrafo 11, Libro 7 (Alcibiades) di Nepote

Versione originale in latino


Tres gravissimi historici Alcibiadem sumnis laudibus extulerunt: Thucydides, qui eiusdem aetatis fuit, theopopus et Timaeus: Immo, hi duo, maledicentissimi plerumque, in illo uno laudando consentiunt. Namque ea quae de Alcibiade supra scripsi, non modo celebrant, sed addunt hoc amplius: cum natus esset Athenis, in splendissima civitate, omnes splendore ac dignitate vitae superavit. Postquam expulsus est inde, Thebas venit et adeo Thebanis inservit, ut nemo eum labore corporisque viribus aequiperaverit (omnes enim Boeotii magis firmitatem corporis quam ingenii acumen curant). Apud Lacaedemonios, quorum mores summam virtutem in patientia ponunt, sic duritiae vitae se dedit, ut parsimonia victus atque cultus omnes Lacaedemonios vicerit; fuit apud Thraecas, homines vinolentos rebusque veneriis deditos: hos quoque in his rebus antecessit. Venit ad Persas, qui summa laude extollunt venari fortiter et vivere luxuriose; horum sic imitatus est consuetudines, ut illi ipsi in his [consuetudinibus] maxime admirarentur eum. Quibus rebus effect ut, apud quoscumque esset, omnes eum principles ponerent haberentque carissimum.

Traduzione all'italiano


Tre autorevolissimi storici esaltarono Alcibiade con le più grandi lodi: Tucidide, il quale fu della sua stessa età, Teopompo e Timeo: anzi, questi due, solitamente molto maldicenti, concordano nel lodare lui solo. E infatti non soltanto celebrano quelle cose che io ho scritto su Alcibiade ma aggiungono in più questo: essendo nato ad Atene, città bellissima, superò tutti nello splendore e nella signorilità di vita. Dopo che fu espulso da lì, si recò a Tebe e si adeguò ai Tebani a tal punto che nessuno lo eguagliò nella resistenza e nella forza del corpo (infatti tutti i Beoti curano di più la resistenza del corpo che l’acutezza dell’ingegno). Presso gli Spartani, le cui abitudini indirizzano la massima virtù nella sopportazione, si adattò a tal punto alla durezza della vita, che prevalse su tutti gli Spartani sia nella sobrietà del modo di mangiare che di vestire; fu presso i Traci, uomini dediti al vino e ai piaceri lascivi: prevalse anche su questi in questi atteggiamenti. Passò poi tra i Persiani, che celebrano con grandi lodi andare coraggiosamente a caccia e vivere in modo lussurioso ; è imitò in maniera tale le loro abitudini che essi stessi lo ammiravano moltissimo in esse. Con queste virtù, fece in modo che, presso chiunque fosse, tutti lo prendessero come un modello e lo considerassero molto caro.

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