Traduzione di Paragrafo 8 - (sezioni 1 - 3), Libro 23 (Hannibal) di Nepote

Versione originale in latino


At Hannibal anno tertio, postquam domo profugerat, L. Cornelio Q. Minucio consulibus, cum V navibus Africam accessit in finibus Cyrenaeorum si forte Carthaginienses ad bellum Antiochi spe fiduciaque inducere posset, cui iam persuaserat, ut eum exercitibus in Italiam proficisceretur. Huc Magonem fratrem excivit. Id ubi Poeni resciverunt, Magonem eadem, qua fratrem, absentem affecerunt poena. Illi desperatis rebus cum solvissent naves ac vela ventis dedissent, Hannibal ad Antiochum pervenit. De Magonis interitu duplex memoria prodita est. Namque alii naufragio, alii a servolis ipsius interfectum eum scriptum reliquerunt. Antiochus autem, si tam in agendo bello consiliis eius parere voluisset, quam in suscipiendo instituerat, propius Tiberi quam Thermopylis de summa imperii dimicasset. [...]

Traduzione all'italiano


Ma Annibale due anni dopo che era fuggito da casa, sotto il consolato di L. Cornelio Q. Municio, quando arrivò in Africa con cinque navi nel territorio di Cirene, per vedere se per caso i Cartaginesi fossero condotti alla guerra, aveva già persuaso a partire per l'Italia con gli eserciti, dalla speranza e dalla fiducia in Antioco. Qui chiamò a sé il fratello Magone. Non appena i Punici vennero a sapere ciò, condannarono Magone, mentre era distante, alla stessa pena alla quale condannarono il fratello. Quando quelli, essendo le circostanze disperate, salparono e spiegarono le vele al vento, Annibale giunse presso Antioco. Riguardo la fine di Magone, è stata tramandata una duplice versione: infatti alcuni lasciarono scritto che era stato ucciso da un naufrago, altri dai suoi stessi schiavetti. Ora Antioco, se avesse voluto obbedire ai loro consigli nella guerra da condurre, tanto quanto aveva deciso nella guerra intrapresa, avrebbe combattuto per il potere supremo più vicino al Tevere che alle Termopili! [...]